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Angoli Nascosti di Verona PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
lunedì 05 maggio 2008

Dall'Arena del 19 febbraio 1967 (Testo e disegno di Ameglio Trivella)

ImageLa chiesa degli evangelici valdesi
Questo luogo del culto Evangelico Valdese si trova pressoché alla metà della via del Duomo, che, dalla gotica grande basilica di Sant'Anastasìa porta al fianco meridionale della Cattedrale. Qui è uno dei più perfetti e antichi incroci della città: quello appunto della via Duomo con la via Pigna. Questo punto di Verona era sacro al culto Cristiano già nell'ottavo secolo e inizialmente si chiamava Santa Maria Consolatrice. Ma, come è facile immaginare guardando a questo angolo dì carrubbio, subì rifacimento in epoca successiva secondo lo stile romanico.  Di questo prezioso tempo è, infatti, visibile quasi tutto il muro su lato della via Pigna, e, fino ad una certa altezza, è romanico lo stesso minuscolo campanile. Su questo fianco meridionale oggi le strutture sono state intelligentemente scrostate quasi ovunque e così è evidente il pittoresco succedersi in altezza dei ciottoli di Adige bellamente disposti a lisca di pesce, alternati a corsi di cotto veronese.


Ma non sono, tuttavia, solo queste strutture a dire il loro tempo antico. In esso si apre ancora (anche se più internamente è murata) una piccola monofora leggermente strombata. Il bel campaniletto, poi, che si inizia in basso con grosse pietre vive all'angolo, è di una chiarità strutturale, sino a metà circa della sua complessiva altezza, che ha del sorprendente! Anche se le pietre vive in basso, i ciottoli di fiume e i piccoli conci di tufo si rubacchiano piacevolmente le superfici sui due lati, dell'angolo, con certi buchi e certe strettissime, sottili ferritoie, con un artistico disordine semplicemente impagabile, eminentemente romanico, questo minuscolo campanile è bello, Anzi è bello proprio in queste sue strutture fatte così, di questo loro capriccio. Più su, al di sopra della parte romanica, questo campanile ha ricevuto un completamento in cotto. E così... tutto cambia e finisce l'incanto! Infatti, in alto, avremmo potuto avere una cella campanaria aperta sui quattro lati con altrettanto piccole bifore, come a Santa Maria Antica per esempio, ed invece su ciascun lato una sola arcatella più grande, ma certo non più in stile con ciò che le sta sotto. Mancano le campanelle mentre quattro pinnacoli agli angoli fanno corona, là in alto, ad una pina che si alza timida verso il cielo. Nel caldo colore della superficie scabra in cotto, con cui si è edificata questa seconda parte del nostro piccolo campanile, spicca una bianca croce in pietra. Non è la firma di un suo autore analfabeta come si potrebbe pensare a ragione, ma qualche cosa di diverso indubbiamente; un atto di fede di chi ha concluso l'opera sua! Verso la via Duomo nessuna traccia di un'abside romanica, ma in origine l'abside del piccolo nostro tempio era proprio su questo lato, verso mattina. Esattamente come San Lorenzo Martire, Santi Apostoli, San Giovanni in Foro, la su ricordata Santa Maria Antica, Sant'Eufemia, la vicina Cattedrale, San Fermo, Sant'Anastasia e via dicendo. Al posto dell'abside è la porta d'ingresso, invece, piuttosto grande rispetto al resto della costruzione, e di linea eminentemente classica. Nella parte più nobile del suo bel frontone sono le parole dedicatorie. Dicono: « Chiesa Evangelica — Dio è spirito perciò conviene che coloro che l'adorano l'adorino in spirito e verità ». (Giovanni - IV - 24). Data la sistemazione della porta da questo lato il celebrante all'interno del suo altare dovrebbe guardare non solo verso i suoi fedeli, ma secondo il modo più antico Cristiano, verso lo stesso sole nascente, a mattina.
(Testo   e   disegno di Ameglio Trivella)  
Ultimo aggiornamento ( lunedì 05 maggio 2008 )
 

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