La Riforma assunse forme diverse nelle varie aree europee e in altri continenti. E' però importante, innanzi tutto, soffermarsi brevemente su un secondo centro della Riforma, sorto in quelle città repubblicane della Svizzera ove operarono dei Riformatori che, pur sulla scia della protesta di Lutero, diedero connotazioni politiche e religiose con altre caratteristiche. Premesso infatti che in Svizzera la Riforma non fu condotta, come in Germania, dai Prìncipi, bensì dalle assemblee popolari, con il fine di costituire uno Stato conforme all'Evangelo, ricordiamo tre nomi: Ulrico Zwingli (1484/1531) - Giovanni Calvino (1509/1564) - Guglielmo Farel (1489/1565).
 Ulrico Zwingli Influenzato prima da Erasmo, poi da Lutero, Zwingli assunse posizioni sempre più drastiche contro la teologia e la devozione cattolica, rifiutando tutto ciò che non gli paresse fondato sulla Scrittura. Al centro egli pone la dottrina della predestinazione. Il Battesimo e la Santa Cena per Zwingli rinviano alla memoria di Gesù. Fu impegnato politicamente e socialmente in un'opera di riorganizzazione della città di Zurigo: ma una lega di cantoni svizzeri decise di mandare un esercito contro Zurigo e lo stesso Zwingli, che accompagnava l'esercito zurighese come cappellano, morì a Kappel, dove gli zwingliani furono sconfitti. Calvino, attirato dalle idee della Riforma, avendo viaggiato a lungo e avendo poi preso la risoluzione di stabilirsi a Strasburgo, fu invece fermato a Ginevra da Farel, riformatore francese costretto ad emigrare in Svizzera a motivo della sua fede. Dopo alterne vicende, Calvino si dedicò a fare di Ginevra una città cristiana. Impose grande severità di costumi e sviluppò il lavoro della piccola borghesia artigiana, accogliendo al contempo decine di migliaia di profughi, fuggiti dalle persecuzioni dei Paesi cattolici. A Ginevra egli elaborò il suo sistema teologico, imperniato principalmente sulla sovranità assoluta di Dio e sulla dottrina della predestinazione e dell'elezione. I suoi seguaci, sentendosi pertanto eletti quali strumenti di Dio, saranno portati ad un grande attivismo nella società umana e ad una dura lotta per il Signore. Malgrado una chiara analogia con talune posizioni di Zwingli, Calvino sarà per certi aspetti (come ad esempio nella concezione della Santa Cena e negli atti di culto) più vicino a Lutero.  Giovanni Calvino I Battisti, confessione protestante derivata da un settore dell'Anabattismo, si affermarono in Olanda e in Inghilterra nel XVII secolo e più tardi nel Nordamerica e altrove: operarono in Italia dal 1866. Come è noto, escludono il Battesimo dei bambini e rappresentano un protestantesimo "confessante". La Comunione Anglicana, costituita nel 1534 con l'Atto di Supremazia che, per i ben noti motivi, conferiva a Enrico VIII il supremo governo della Chiesa d'Inghilterra senza però modificare sostanzialmente la dottrina, andò poi accogliendo con Edoardo VI molti elementi della teologia riformata. Nel 1559, la regina Elisabetta, con l'Atto di Uniformità, sancì la piena adesione ai princìpi fondamentali della Riforma Protestante anche se, soprattutto nell'organizzazione ecclesiastica e nella liturgia, conservò molteplici componenti peculiari della Chiesa di Roma. All'interno dell'Anglicanesimo, si sviluppò nel XVIII secolo, ad opera di John Wesley (1703/1791), coadiuvato dal fratello Charles, un movimento di risveglio caratterizzato da una religiosità volta al rinnovamento delle coscienze, imperniata su un rigoroso metodo di vita e animata da una forte spinta etico-sociale. Da questo movimento nacque nel 1795 la Chiesa Metodista, che si diffuse rapidamente nel mondo intero. In Italia i Metodisti (dal 1979 uniti da un Patto d'integrazione alla Chiesa Valdese) arrivarono nel 1873. Molte altre realtà che si riconoscono nei principi basilari della Riforma Protestante affiorano in Italia: dai Valdesi ai Luterani, dai Pentecostali agli Avventisti, all'Esercito della Salvezza, alle Chiese Libere e ad altre comunità Evangeliche. Di Valdesi e Luterani parleremo più oltre. Concludiamo questo paragrafo segnalando la costituzione sul territorio nazionale, nel 1967, di una "Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia", che raggruppa le principali Chiese storiche dell'Evangelismo italiano ed alcuni altri organismi ecclesiali. Dalla nota formulazione di Lutero che, partendo dal "Solus Christus", si definiva compiutamente nel "sola gratia - sola fide - sola Scriptura", possiamo dedurre sinteticamente i fondamenti della dottrina di tutte le Chiese che si riconoscono nella Riforma Protestante. Ø Noi siamo salvati per grazia mediante la fede, come attestano le Lettere apostoliche e tutta la predicazione della Chiesa primitiva. Ø Le opere sono il necessario frutto della fede, ma non sono meritorie: la salvezza ci viene donata gratuitamente, per gli esclusivi meriti di Cristo, morto per noi sulla croce e risorto la mattina di Pasqua. Ø Nel pieno rispetto della figura di Maria di Nazareth, esempio universale di fede e di ubbidienza al Signore, si rifiuta la devozione mariana quanto il culto reso ai Santi, ritenendo che solo a Dio vada reso il culto, secondo l'insegnamento delle Scritture. Non si accettano inoltre mediazioni: Gesù è l'unico mediatore fra l'uomo e Dio. Ø La Chiesa è costituita dalla comunità dei credenti (istituzione orizzontale) ed accetta come unica autorità la Scrittura. I Protestanti rifiutano pertanto il verticalismo gerarchico di altre Confessioni cristiane, negando il magistero e in particolare il ministero Petrino. Rifiutano altresì la Tradizione posteriore in tutto ciò che sembri discostarsi dall'Evangelo. Ø La Chiesa, guidata dalla Parola di Dio e dallo Spirito Santo, non riconosce il ministero sacerdotale, in nome del sacerdozio universale e nella convinzione che unico sacerdote sia per noi Cristo Gesù. I Pastori sono i conduttori della comunità e a loro competono particolari compiti, secondo quanto leggiamo nelle Lettere apostoliche: ma le decisioni vengono prese dall'Assemblea di Chiesa e/o da Sinodi annuali, nel cui ambito le responsabilità sono condivise con tutti i fedeli, laòs ovvero popolo di Dio. Ø I Sacramenti riconosciuti dalla Riforma sono solo i due Sacramenti istituiti da Gesù: Battesimo e Santa Cena (o Eucaristia). Sono segni della grazia di Dio (e non canali di grazia). Per quanto concerne la Santa Cena, viene rifiutata la dottrina della Transustanziazione, ossia della trasformazione del Pane e del Vino in vero Corpo e vero Sangue di Cristo: la presenza di Cristo nell'Eucaristia è reale, ma non materiale. Durante la celebrazione di questo Sacramento, si invoca lo Spirito Santo e si realizza profondamente la comunione fraterna. Nelle Chiese storiche della Riforma, è praticata a tutti l'ospitalità eucaristica alla Mensa del Signore. Ø Nel Culto riformato è centrale la lettura e la predicazione della Parola di Dio. La liturgia comprende preghiere, confessione comunitaria di peccato e annuncio del perdono, canto di Inni cui partecipa tutta l'assemblea dei fedeli, raccolta delle offerte. La confessione di fede è spesso recitata secondo il testo apostolico del II secolo, ma viene oggi anche espressa con le parole del Credo Niceno-costantinopolitano: nel secondo caso, poiché l'aggettivo "cattolico" nell'originale lingua greca significa "universale", si preferisce usare questo termine, al fine di non creare confusioni.
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