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Genesi 2, 4-14 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
sabato 05 gennaio 2008
"Queste sono le origini dei cieli e della terra quando furono creati. Nel giorno che Dio fece la terra e i cieli, non c'era ancora sulla terra alcun arbusto della campagna. Nessuna erba della campagna era ancora spuntata, perché Dio non aveva fatto piovere sulla terra, e non c'era alcun uomo per coltivare il suolo; ma un vapore saliva dalla terra e bagnava tutta la superficie del suolo. Dio formò l'essere umano dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l'essere umano divenne un essere vivente. Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi pose l'essere umano che aveva formato. Dio fece spuntare dal suolo ogni sorta d'alberi piacevoli a vedersi e buoni per nutrirsi. Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, e di là si divideva in quattro bracci. Il nome del primo è Pison, ed è quello che circonda tutto il paese di Avila, dove c'è l'oro; e l'oro di quel paese è puro; qui si trovano pure il bdellio e l'ònice. Il nome del secondo fiume è Ghion, ed è quello che circonda tutto il paese di Cus. Il nome del terzo fiume è Chiddechel, ed è quello che scorre a Oriente dell'Assiria. Il quarto fiume è l'Eufrate."

L'acqua, sorgente di vita, ci viene proposta all'inizio della creazione come qualcosa che manca e di cui si sente fortemente il bisogno. Dio non aveva ancora iniziato a benedire la terra con la pioggia. La terra era un deserto senza vegetazione. Non c'era ancora un rapporto tra la terra e il cielo.

La creazione inizia proprio quando terra e cielo entrano in una relazione armoniosa fra loro, quando Dio pianta un giardino e da' origine ai fiumi che percorrono la terra. I quattro fiumi che racchiudono il giardino e sono qui descritti come fonte di ricchezza: percorrendo la terra fanno emergere i metalli, preziosi per la società e l'attività umana.
Anche i profeti parleranno della benedizione di Dio come di una pioggia che trasforma il deserto in un giardino. (ad esempio leggi Isaia 55: 9-13).

E in questo giardino viene posto l'essere umano, che riceve il suo soffio dal Soffio (Spirito) di Dio.

L'essere umano è dunque collocato all'intreccio di queste forze donate da Dio:
l'acqua dei fiumi e della pioggia che feconda;
la terra di cui il suo corpo è fatto e che offre i suoi frutti;
la luce (Eden si trova "ad oriente", dove sorge il sole) che permette di vedere la bellezza del giardino stesso;
l'aria del soffio vitale che è la base stessa del suo essere "un'anima vivente".

Oggi per noi si tratta di recuperare la ricchezza di quell'intreccio di forze:
abbiamo inquinato le acque e sui campi e sulle foreste cade una pioggia acida che uccide;
abbiamo depredato la terra dei suoi minerali per farli diventare strumento di potere e sopraffazione;
abbiamo nascosto la bellezza della creazione, deturpando anche i volti degli esseri umani;
abbiamo inquinato l'aria e sottratto al Soffio di Dio ogni spazio nel nostro mondo.

Abbiamo bisogno del perdono di Dio. Desideriamo fortemente che lo Spirito di Dio ricrei in noi quell'anima vivente capace di vivere in armonia sulla terra. Aspiriamo alla pioggia che trasforma il deserto in giardino, dentro e fuori di noi.

"Spirito della creazione che ti riversi nei fiumi e negli oceani, purifica le sorgenti della vita.
Spirito della creazione, che scorri tra le possenti foreste, spargi i semi della vita nuova.
Spirito della creazione, che bruci nei cuori della tua gente, dacci vita rinata e rinnovata.
Spirito della creazione, acqua, vento, fuoco, riempici con il tuo amore."
Ultimo aggiornamento ( domenica 06 gennaio 2008 )
 

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